domenica 11 dicembre 2016
Stanchi e oppressi
Da "Un attimo di pace"
"Facciamo ogni giorno volontariamente cose che non vorremmo fare.
Schiacciati dentro un ingranaggio, acceleriamo la nostra vita per liberarci il tempo, ma abbiamo sempre meno tempo.Acceleriamo forse come risposta alla nostra finitezza, in definitiva come risposta alla morte.
Finché non arriva il giorno della stanchezza,il giorno della saturazione. La voglia di smettere, anche solo per un istante. Non per sempre. Smettere solo per un momento di essere madri, padri, insegnanti responsabili di qualcuno. Condannati alla prestazione perenne come tanti piccoli Prometeo moderni, mai come ora sentiamo forte l'invito di Gesù: "Venite a me voi che siete stanchi ed oppressi" E venne il giorno dello Sabbath, il giorno di sabato. Il giorno libero dal fare, per il giorno del non fare.
Il giorno di Dio"
Mancano ancora due settimane a Natale e da oltre un mese siamo attorniati da luci, addobbi e richiami a festeggiare con regali, decorazioni, riunioni familiari e pranzi luculliani, dando per scontato perché e chi si festeggia, o meglio si dovrebbe festeggiare a Natale.
Gli interessi economici e commerciali con insistenza, aperture con orari prolungati ed offerte allettanti ed imperdibili, ci bombardano e sottopongono gli addetti a turni logoranti che li fanno arrivare alla data fatidica stremati e con poco tempo e voglia di vivere in serenità questo santo giorno, senza potervisi preparare in modo adeguato.
Per festeggiare bene il Santo Natale è necessario seguire tante proposte?
Io non ho ancora decorato la mia casa e ricordando come un tempo il presepe e l'albero erano allestiti solo qualche giorno precedente, con attesa e speranza, mi fa sognare una festività senza tanti orpelli, ma accompagnata da dolci melodie e buoni e veri sentimenti
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