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domenica 19 febbraio 2017

Saggi Consigli



Nessuno ha più bisogno di un sorriso di colui che non ha più nulla da offrire (Cina)

Meglio un pezzo di pane sotto a una pianta, che un banchetto in prigione (India)

Ci vuole tutta una vita per capire che non è necessario capire tutto (Cina)

Erbe velenose crescono anche fra le erbe medicinali (Tibet)

Sorridi alla vita e la vita ti sorride (Cina)

It rimedio contro i tempi avversi è la pazienza (Arabia)

Il fondo del cuore è più profondo del fondo del mondo (Cina)

La sporcizia si toglie lavando, l'abitudine non si elimina facilmente (India)

I corvi sono dappertutto ugualmente neri (Cina)

L' insetto silenzioso attraversa la muraglia (Giappone)

È saggio essere severi verso se stessi e benevoli verso gli altri (Cina)

È meglio un nemico intelligente che un amico sciocco (Arabia)

domenica 29 gennaio 2017

"La Crisi" secondo Einstein

Girando a caso in vari siti internet mi sono bloccata su un articolo che ho trovato straordinario, ottimista e di stimolo per il tempo in cui ci troviamo a vivere. L'ho ritenuto perciò adeguato per questo tempo confuso e difficile.  
Da "Il mondo come io lo vedo" 1931

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progresso. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
È nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore al problemi che alle soluzioni.
La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.
L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.
È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perche senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.
Invece lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi 
pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla
                                                      ~~~~~~~~~~~~~~○

sabato 31 dicembre 2016

Anno vecchio addio!




Siamo arrivati alla fine di un altro anno e di solito, guardando indietro ricordiamo più i  giorni che ci hanno procurato problemi o sofferenze, che quelli di serenità, in cui abbiamo avuto anche dei momenti felici.
Ogni anno lasciamo indietro anche persone care che ci hanno preceduto nella realtà che, non sappiamo quando, raggiungeremo anche noi, non necessariamente secondo l'età anagrafica.
Proprio perché non ne sappiamo niente, possiamo sperare e sognare che l'anno che verrà sia speciale e ci riservi tante piacevoli sorprese.
Nulla ci vieta di immaginare avvenimenti straordinari che possono trasformare in positivo la nostra vita. La realtà, lo sappiamo bene, può risultare molto diversa, ma è auspicabile che non partiamo già con pessimismo.
L'obiettivo principale di questo blog, l'ho affermato tante volte, è quello, innanzitutto per me, di non lasciarci travolgere in modo negativo dalle situazioni spiacevoli che ci possono accadere, ma nonostante tutto vedere, non la parte mancante, ma quella esistente di un di un bicchiere riempito a metà.
A questo punto devo mettere sulla bilancia: da una parte le cose positive che ho vissuto in quest'anno e sull'altro piatto il peso notevole delle difficoltà che inaspettatamente ho dovuto accettare e fare il possibile per superarle.
Essendomi ristabilita, guardo con benevolenza l'anno in uscita dimenticando i momenti più duri, e ancora una volta non mi smentisco  e mi aspetto dall'anno nuovo, le cose più belle e invito anche voi a fare altrettanto. Il bilancio, a Dio piacendo, lo faremo alla fine del 2017, con l'augurio che il nuovo anno ci garantisca almeno la pace nel mondo...

venerdì 7 ottobre 2016

Regali per il Maharajah




Da" Lascia che ti racconti " di Jorge Bucay

"Una volta, un maharajah che aveva fama di essere molto saggio compì cent'anni. L'evento venne accolto con grande gioia, perché tutti volevano bene a chi li governava. Per l'occasione si organizzò una grande festa a palazzo e vennero invitati i più potenti signori del regno e di altri paesi.
Giunse il giorno dei festeggiamenti e una montagna di regali troneggiava nell'entrata del salone dove il maharajah avrebbe salutati gli invitati.
Durante la cena il maharajah chiese ai servitori di dividere i regali in due gruppi: quelli che avevano il mittente e quelli che non si sapeva chi li avesse mandati.
Al dessert, il re mandò a prendere i due mucchi di regali.
Uno era composto da centinaia di grandi e costosi regali mentre l'altro era più piccolo, non più di una decina di omaggi.
Il maharajah iniziò ad aprire i regali del primo mucchio chiamando uno per uno tutti coloro che li avevano mandati.
E uno per uno li faceva salire sul trono e riceva: "Ti ringrazio per il tuo regalo, te lo restituisco e siamo amici come prima". E gli restituiva il regalo, qualunque esso fosse. Quando ebbe finito con il primo gruppo, si avvicinò alla seconda montagnola di regali e disse: "Questi regali non hanno il mittente. E questi intendo accettarli perché non mi obbligano a fare nulla e, alla mia età, non è bene contrarre debiti",

mercoledì 10 agosto 2016

I due Uomini che videro Dio



"In un villaggio Polinesiano vivevano due uomini continuamente in guerra l'uno contro l'altro. Ad ogni più piccolo pretesto scoppiava una lite. La vita era diventata insopportabile per l'uno come per l'altro, ma anche per tutto il villaggio. 
Un giorno alcuni anziani dissero ad uno dei due: "L'unica soluzione, dopo averle provate tutte, è che tu vada a vedere Dio*.
"D'accordo, ma dove?".
"Niente di più semplice. Basta che tu salga lassù sulla montagna e là vedrai Dio".
L'uomo partì senza esitazione per andare incontro a Dio.
Dopo parecchi giorni di marcia faticosa giunse in cima alla montagna . Dio era là che lo aspettava. L'uomo si stropicciò invano gli occhi; non c'era alcun dubbio: Dio aveva la faccia del suo vicino rissoso e antipatico.
Ciò che Dio gli disse, nessuno lo sa. In ogni caso, al ritorno nel villaggio non era più lo stesso uomo. Ma, nonostante la sua gentilezza e la sua volontà di riconciliazione con il vicino, tutto continuava ad andare male, perché l'altro inventava nuovi pretesti di litigio. Gli anziani gli dissero: 
"È meglio che anche tu vada a vedere Dio".
Nonostante la sua ritrosia, riuscirono a persuaderlo. E anche lui partì per l'alta montagna.
E lassù anche lui scoprì che Dio aveva il volto del suo vicino.
Da quel giorno tutto è cambiato e la pace regna nel villaggio.
"Tu non ti farai nessun idolo scolpito", ripete continuamente la Bibbia, in seguito al Decalogo donato da Dio sul Sinai. Così nessuna rappresentazione di Dio è tollerata.
Eccetto una sola: l'uomo stesso, perché l'uomo è stato creato a immagine di Dio.
Allora: "Se vuoi vedere Dio, guarda il tuo fratello".

sabato 6 agosto 2016

Le Vacanze intelligenti




La mia amica Rossana mi ha offerto un contributo per il blog con un brano molto ironico
di U, Eco, che piace molto anche a me. Eccolo:

"LE VACANZE INTELLIGENTI 
a) Per chi avrà lunghe ore in spiaggia consiglierei la "Ars magna lucis et umbrae" di padre Athanasius Kirchner, affascinante per chi sotto i raggi infrarossi voglia riflettere sui prodigi della luce e degli specchi. L'edizione romana del 1645 è ancora reperibile in antiquariato per cifre indubbiamente inferiori a quelle che Calvi ha esportato in Svizzera, Non consiglio di prenderla a prestito in biblioteca, perché si trova solo in vetusti palazzi dove gli inservienti sono di solito mutilati del braccio destro e dell'occhio sinistro, e cadono quando si inerpicano sulle scalette che portano alla sezione dei libri rari. Altro inconveniente è la mole del libro e la friabilita' della carta: da non leggere quando il vento trascina gli ombrelloni. 

b) Un giovane che invece tenti viaggi a biglietto forfettario per l'Europa  in seconda classe, e che debba quindi leggere in quei treni dai corridoi completamente affollati, dove si sta in piedi con un braccio fuori dal finestrino, potrebbe condurre seco almeno tre dei sei volumi einaudiani del Ravasio, leggibili tenendone uno tra le mani, l'altro sotto il braccio, il terzo tra l'inguine e la coscia. Leggere durante un viaggio è un'esperienza molto densa e stimolante".

lunedì 6 giugno 2016

Bibita estiva: la MojTina


Anni fa sentivo parlare di una bibita alcolica che non conoscevo, il mojito di origine cubana. L'ho trovato analcolico in lattina e mi è piaciuto tanto, per i miei gusti però era troppo dolce.
 Ho cercato perciò di imitarlo secondo i miei gusti ed il risultato è stato soddisfacente, tanto che per tutta l'estate ho bevuto solo quella. È piaciuta in particolare ad un nipote che l'ha "battezzata" MojTina.
Qualche giorno fa mi ha suggerito di proporla nel blog ed...ecco fatto, sperando che sia di gradimento a chi vorrà provarla...
                                   MojTina
Ingredienti: 1 bottiglia di acqua naturale o minerale 
                     succo di 1  limone non trattato o di un lime
                     succo di 1 arancia non trattata
                     alcune gocce di dolcificante o zucchero, a piacere
                     1 rametto di foglie fresche di menta.
Unire tutti gli ingredienti e conservare in frigorifero.
Si mantiene per un giorno.
Mi piacerebbe conoscere il parere di chi la prova...




mercoledì 1 giugno 2016

Saggezza popolare


Per alta che sia la montagna, un sentiero vi si trova (Afganistan)

Dove si palla cadono i trucioli (Germania)

I bambini sono la luna che splende (Tanzania)

La tenerezza di una madre verso i figli è discreta come la rugiada che bacia la terra (proverbio arabo)

È breve il giorno per colui che vuole lavorare (Perù)

Se ascoltò dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco (Cina)

I saggi parlano con parole semplici (Kenya)

Se non sai da dove vieni, non sai mai dove stai andando (Guyana)

Una piccola folla può affondare una grande imbarcazione (Vietnam)

Un anziano che muore è una biblioteca che brucia (India)

Un giovane da solo corre veloce, un anziano lentamente, ma insieme vanno lontano (Kenya))
La rana non s'ingozza mai dell'acqua dello stagno in cui vive (proverbio Sioux)

Chi non sa capire uno sguardo non potrà capire lunghe spiegazioni (proverbio arabo)

Erbe velenose crescono anche fra le erbe medicinali  (anonimo)

Ogni occhio ha il suo sguardo (Arabia)










giovedì 21 aprile 2016

Basta un po' di...


Se facciamo la spesa tranquillamente senza orari urgenti da rispettare siamo tentati da varie offerte e prodotti che riempiono il carrello e il frigorifero a casa, per cui può capitare di ritrovarne qualcuno dimenticato in fondo, quando è ormai inutilizzabile e con un senso di colpa lo depositiamo nel raccoglitore dell' umido. Altre volte  il  frigo si presenta quasi vuoto e preparare una pietanza decente non è una impresa facile. A questo proposito ricordo un'espressione sentita  in famiglia. Mio fratello, alludendo alla oculatezza e al risparmio della moglie, a volte diceva che aprendo il frigorifero di casa sua si potevano trovare i topi con le lacrime agli occhi perché era semi vuoto,
Una mattina presto, pensando al pranzo, sono dovuta ricorrere alla fantasia per "imbastire" un secondo accettabile. Nel freezer ho trovato un contenitore con della carne macinata, che ho lasciato scongelare. L'ho unita a mezza confezione di olive denocciolate e a dei capperi pari ad una noce e tritato il tutto. Aggiustando il composto con sale e pepe ho quindi formato degli amburger che cotti alla piastra sono risultati saporiti e con l'aggiunta di insalata e finocchi precedentemente cotti hanno risolto soddisfacentemente per quel giorno il problema del pranzo.

martedì 19 aprile 2016

Mirtillo: amico della Salute


Con il tempo ci stiamo accorgendo sempre di più di avere nella natura dei preziosi alleati per la nostra salute. Ci siamo affidati a lungo alla medicina tradizionale che curava rapidamente tanti disturbi e malattie e non abbiamo pensato troppo agli effetti collaterali che potevano indebolire il nostro organismo. Fortunatamente stiamo ritornando ad apprezzare e ad assumere degli alimenti naturali, più rispettosi e lenti ad agire che contribuiscono a risolvere positivamente certi inconvenienti.
Da qualche anno trovo spesso nelle braccia delle macchie rosse che  denotano una fragilità dei capillari e l' assunzione di una pastiglia al giorno di mirtillo  le riduce notevolmente. Oltre ad essere un piccolo, piacevole frutto ha notevoli proprietà e assunto regolarmente, anche come succo, può essere un prezioso alleato per l' estetica e la salute. Descrivo ora alcune proprietà nutrizionali ed estetiche. Si può usare nelle insalate, e come dessert,  arricchito magari dalla calorica panna montata.
Più diffuso e coltivato da noi è il mirtillo nero, ma esiste anche quello rosso particolarmente utile per curare le cistiti.
Contiene una  quantità tale di antiossidanti da rallentare l'invecchiamento della pelle, per le vitamine A e C che rigenerato le cellule della cute, mantenendo la pelle idratata.
Oltre a ciò è ritenuto anche un elisir di lunga vita perché nel frutto si trovano anche le vitamine C, B, A, zinco, ferro, selenio e rame.
Anche l'estetica può trovarne giovamento  perché è un eccellente brucia grassi e perciò è un alleato nella lotta contro il peso.
Il mirtillo ha anche altre proprietà che descriverò  più avanti; proponiamo ci per ora di assumerne in gran quantità e il nostro organismo ne troverà beneficio...


venerdì 15 aprile 2016

La Strada giusta



Da: Brodo Caldo per l'Anima:

Dopo una nottata agitata e insonne Debra si alzò molto preoccupata per le decisioni e le scelte che riguardavano il suo futuro. Aveva lavorato per otto anni in un'azienda occupando un posto di rilievo, ma ora si trovava senza occupazione perché la ditta aveva chiuso l'attività.
Per l'esperienza acquisita non le sarebbe stato difficile trovare occupazione presso un' altra ditta nello stesso ambito, ma era sempre un'incognita e soprattutto era attratta dalla possibilità di aprire un'attività sua mettendo a frutto le capacità acquisite.
Era una calda giornata d'estate e con tanti dubbi in testa, immersa nei suoi pensieri, raggiunse in macchina un percorso di jogging in un parco della città. Si inoltrò in un sentiero che quando lo percorreva  di solito la rilassava e ammirava la bellezza del paesaggio che le infondeva serenità e conforto. Quella mattina non era così: era infastidita anche dallo stridere e dallo svolazzare dei volatili, tanto da urlare "Basta, smettetela".
Mi voltai, tornando verso la macchina. Sussultai udendo un rumore di passi.
"Conosce la prima lettera di Pietro 5:7?" chiese la voce di uno sconosciuto.
"Non mi pare", risposi. Lanciandomi un'occhiata da sopra la spalla, vidi un uomo alto e snello.
Sorrise.
"Gettate in lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi", recitò.
Ricambiai il sorriso, ma sentii un brivido lungo la spina dorsale. Da dove era saltato fuori?
Mentre proseguivamo, parlò dell'amore di Dio.
"Lui ha un piano per noi, ma a volte siamo spaventatie e non Lo ascoltiamo".
Ripensai a come l'istinto mi avesse suggerito di fondare un'azienda tutta mia e a come avessi esitato per la paura.
"Lui è con te a ogni passo",mi assicurò."Continua a muoverti, e ti guiderà nella direzione giusta. Ti sente quando chiedi aiuto".
Avevo pregato prima di alzarmi. Quell'uomo era forse il segno che Dio aveva udito la mia supplica?.
Mentre camminavamo citò le Scritture e mi spiegò quanto fosse importante usare le proprie capacità per gli scopi divini.
"Tutti abbiamo dei talenti. Alcuni grandi, alcuni piccoli. In ogni caso rendiamo gloria a Dio quando li utilizziamo per rafforzare il Suo regno".
Si spostò sulla destra per far spazio alle persone che facevano jogging.
"Dio è interessato alla passione che nutriamo per i doni che ci ha dato", dichiarò con convinzione.
"Fa il predicatore?"domandai.
"No, mi limito ad andare dove mi conduce Dio".
Pregò per me, quindi scomparve in uno spiraglio tra gli alberi.
Per la prima volta dopo molto tempo mi accorsi di avere un passo elastico. Fondare un'azienda tutta mia mi avrebbe permesso di sfruttare i miei talenti e di seguire il consiglio di Dio. Ero euforica. Misi un piede davanti all'altro e trassi un profondo respiro di sollievo, sicura di essere sulla strada giusta".







giovedì 7 aprile 2016

Saggi Consigli


Nessuno ha più bisogno di un sorriso di chi non ha più niente da offrire

Quando il leone invecchia persino le mosche lo attaccano  (Tanzania)

C' è un tempo per pescare e un tempo per asciugare le reti  (Cina)

Sì possono veder passare le nuvole ma non i pensieri
                 (Nuova Zelanda)

Le due migliori cure che ci siano sono una bella risata e una lunga dormita  (Irlanda)

Prima di giudicare una persona cammina nei suoi mocassini per tre lune  (Indiani d'America)

La mosca che gioca troppo a lungo nella candela, alla fine bruciacchiato le sue ali  (Cina)

Dove c' è un desiderio c'è una via  (kenya)




domenica 3 aprile 2016

Il Suo Amore è per sempre

Dall'Omelia di don Giacomo Falco Brini


"Questa 2a domenica di Pasqua è anche detta della 
"Divina Misericordia"  da quando s.Giovanni Paolo II ha decretato di intitolarla cosi  per rispondere al desiderio che il Signore in persona espresse a S. Faustina Kowalska. 
Come Tommaso, anche noi siamo chiamati ad adorare il Signore Gesù perché il suo amore è per sempre. Non c'è un altro modo per onorarioringraziarlo. Alla santa mistica polacca il 
Signore rivela che alla sua misericordia non si possono mettere limiti e che l' unico modo per onorarLo e ringraziarLo è appunto  riconoscerlo e adorarlo nel suo amore misericordioso e incondizionato verso l'uomo.
Nei giorni scorsi, molto impegnato ad ascoltare le confessioni nel sacramento della riconciliazione, ho riflettuto a lungo su alcune espressioni dei fedeli.
Uno di loro ha espresso il suo disagio perché "recidivo" nel peccato. Ho pensato in quel momento che in realtà tutti lo siamo . Ho detto a quell'uomo che fortunatamente per noi anche Dio è"recidivo", ma nell'amore ostinato verso gli uomini.
Quell'uomo è tornato sorridente e visibilmente sollevato dal confessionale ma, quando, qualche giorno dopo, durante un incontro, ho raccontato di questo scambio di parole tra confessore e penitente, sono rimasto colpito dalla incredulità espressiva di tanti fratelli: davvero il Signore è così con noi?
Davvero mi perdona anche se sono recidivo nel Peccato? Possibile che a un certo punto non ne possa più di me? Mi sembra impossibile che non si stanchi di perdonarmi!... 
A costoro e a tutti quei fratelli che leggendo questo commento si riconoscono in questi ricorrenti dubbiosi pensieri, invito a recarsi nel luogo che più gli aggrada dove ci sia un crocifisso. Anche se non apparisse loro risorto come quel giorno a Tommaso, consideriamo la beatitudine di cui il Signore ci parla (Gv 20,29) e guardiamo lo stesso alle sue piaghe in Lui ancora crocifisso: da li Gesù non si muove per rassicurarci che il suo amore è per sempre, anche se noi ricadiamo nel peccato. Tocca a noi credergli oppure chiamarlo, come Tommaso, ad aiutarci nella nostra fragile fede affinché crediamo che il suo amore è più grande del mio peccato?"





martedì 29 marzo 2016

La Storia di due Città

Da "Brodo caldo per l'anima"

"Un viaggiatore arrivato in una grande città chiese a una donna seduta accanto alla strada: "Come sono le persone  di  questa città?"
"Come sono  le persone nel luogo dal quale proviene?"
"Dei brutti soggetti", rispose il viaggiatore, "Meschini, infidi, detestabili sotto tutti gli aspetti."
"Ah", commentò la donna, "Troverà le stesse persone in questa città."
Il primo viaggiatore era appena andato via quando un secondo si fermò e anch'egli chiese notizie dei cittadini di quel luogo. Di nuovo la donna rivolse a lui la stessa domanda circa le persone della città che aveva lasciato.
"Erano persone per bene: oneste, volenterose e molto generose. Mi è spiaciuto molto dover partire", disse il secondo viaggiatore.
La saggia donna rispose: "Allora troverà persone così in questa città."
A volte  ci facciamo delle opinioni sbagliate sulle persone e ci lasciamo condizionare da impressioni, supposizioni o giudizi errati, riferiti da altre persone. Con pazienza, disponibilità e fiducia è possibile rivedere e modificare in meglio i  nostri giudizi ...

sabato 26 marzo 2016

Non avere Paura della Sconfitta

Da "L'arte di andare avanti" di Jorge Bucay

"Imparare a negoziare consiste, come abbiamo detto, nell'impresa a rinunciare a una piccola parte di ciò che desideriamo. Per molti di noi questa cosa corrisponde a un insuccesso e, per quasi tutti, equivale a una catastrofe personale.
Siamo soliti arrabbiarci, maltrattarci e aggredirci ogni volta che qualcosa non va come vorremmo, come se non tenessimo molto in conto che la frustrazione è il primo passo della crescita personale."
"Per raggiungere questo sviluppo interiore, così come io lo concepisco, non si può prescindere dalla quotidiana esperienza dell'errore.
Imparare significa riprendere e riadattare quanto è stato vissuto, ed  è molto di più di un mero esercizio intellettuale.
Infatti, dal punto di vista pedagogico, si può imparare solo a partire da un errore. Se fai qualcosa bene fin dalla prima volta, riesci a lusingare la tua vanità, ma non hai imparato nulla. Già lo sapevi fare.
Se metti in gioco i tuoi sforzi orgogliosi di raggiungere un obiettivo, potrai gioire solo quando farai qualcosa perfettamente. Se la cosa più importante è imparare e, parallelamente, crescere, allora l'errore sarà una parte necessaria e desiderabile di questo processo.
Anche se ci sbaglieremo, sarà costruttivo aver fatto quello che è stato fatto.
Almeno avremo appreso qualcosa da quell'errore.
A volte impariamo che non era il modo giusto; o che non era il momento propizio; che quella non era la persona adatta, o forse - chissà? - che fare quella cosa non era poi così semplice..."

martedì 22 marzo 2016

Benvenuta Primavera


Eccoci arrivati ancora una volta.!
Si è presentata con il bel tempo che ci fa assaporare la bellezza di questo tempo di rinnovamento.
Sì, anche noi in questo periodo dobbiamo mettere in atto delle indicazioni che ci aiutano a contrastare i cambiamenti e le recidive che puntualmente si ripropongono nel nostro organismo.
Per depurare e fortificare le nostre difese ho già dato indicazioni ed ora osserviamo anche la nostra parte esteriore.
I capelli, in modo meno intenso dell'autunno, possono evidenziare una certa debolezza con la caduta, e ci richiamano ad una svolta.
Li possiamo rinforzare, seguendo nel contempo la moda, con un taglio corto a carré, o più lungo a "bob", come suggerisce Monica, la parrucchiera.
Per dare luminosità alla capigliatura invita anche alla schiaritura e a giochi di colore come vediamo ultimamente, dando largo spazio allo stile ondulato "anni 60" che comprende anche una varietà di trecce, sostenute anche da estensions.
Quest'ultima parte logicamente è rivolta alle più giovani.
In armonia con la capigliatura sarà anche l'abbigliamento, per cui, fortunatamente, anche la moda propone eleganza, raffinatezza, e con la rivisitazione di linee e fantasie floreali nei tessuti, condita magari da una certa personalizzazione e vago romanticismo.
Anche se non ci sentiamo in piena forma, diamoci una svolta e mettiamo in pratica qualche suggerimento del momento, riutilizzando magari qualche abito vintage ( se ne abbiamo ancora e ci stiamo dentro ).
Godiamoci possibilmente serene questa bella stagione che con le lunghe giornate ci invita ad essere più positive e creative verso il futuro...

venerdì 18 marzo 2016

Fallo e basta


Da: pensa positivo "Brodo caldo per l'anima"

"Il coraggio è avere paura, ma continuare ugualmente
                                                                 Dan Rather

"Mentre passeggiavo nei boschi vicino a casa mia, a Cape Cod,  incontrai un uomo che mi cambiò la vita con una lezione di tre parole.
Si chiamava  Morris e doveva avere settanta o ottant'anni.
< Vengo qui tutti i giorni, sole o pioggia >, disse.
Notando che portavo un collare e che mi appoggiavo a un albero con una mano e al bastone con l''altra, chiese: <Hai difficoltà a camminare nel Bosco?>.
<Ogni tanto>.

lunedì 14 marzo 2016

Saggezza dal Mondo


Ciò che che  l'occhio ha visto il cuore non dimentica
                                  ( Congo )

L'invidia per l'amico ha il sapore della zucca amara
                                 ( Perù )

Quando parli, parla a chi capisce
                                          ( Senegal )

Se apri l'occhio del tuo cuore, potrai vedere cose altrimenti invisibili
                                            ( Iran )

Le belle parole sono come i fiori, le belle azioni come i frutti
                                             ( Liberia )

Amare chi non ci ama, è amare la pioggia che cade nella foresta
                                             ( proverbio africano )

Quando l'uomo pensa, Dio sorride
                                             ( ebraico )

Allontana la tua tenda, avvicina il tuo cuore
                                             ( Marocco )

Il chiodo che sporge va preso a martellate
                                             ( Giappone )

Un giudice senza intelligenza è come un fucile arrugginito
                                             ( Gabon )

venerdì 11 marzo 2016

La Storia di due Città

Da "Brodo caldo per l'anima"

"Un viaggiatore arrivato in una grande città chiese a una donna seduta accanto alla strada: "Come sono le persone di questa città?".
"Come sono le persone nel luogo dal quale proviene?"
"Dei brutti soggetti, rispose il viaggiatore, "Meschini, infinitamente, detestabili sotto tutti gli aspetti."
"Ah", commentò la donna, "Troverà le stesse persone in questa città."
Il primo viaggiatore era appena andato via quando un secondo si fermò e anch'egli chiese notizie dei cittadini di quel luogo. Di nuovo la donna rivolse a lui la stessa domanda circa le persone della città che aveva lasciato.
"Erano persone per bene: oneste, volenterose e molto generose. Mi è spaciuto molto dover partire", disse il secondo viaggiatore.
La saggia donna rispose: "Allora troverà persone così in questa città".
A volte possiamo farci dei giudizi sbagliati sulle persone, che ci possono apparire diverse da come sono nella realtà. Anche involontariamente ci facciamo condizionare da impressioni, supposizioni o giudizi sbagliati. Con pazienza, disponibilità e fiducia, è possibile rivedere, e modificare in meglio le nostre opinioni...

Sii sempre cordiale


Da: L'ARTE DI ANDARE AVANTI  di Jorge Bucay

"Dopo aver considerato l'importanza della conoscenza di sé, del diventare umili e della capacità di ridere dei nostri difetti, non possiamo evitare di affrontare un ulteriore gradino.
Dovremo fare in modo che  il sorriso con cui dobbiamo guardarci sia condiviso anche con il resto del mondo, che la capacità "di trasmettere allegria" si esprima all'interno dei nostri rapporti. 
In sostanza dobbiamo imparare a essere cordiali verso il prossimo in maniera indiscriminata e incondizionata.
È quasi facile essere amabili con chi ci tratta  rispettosamente, ma forse non è così ssemplice rispondere con cordialità a coloro che nemmeno si sforzano di essere amabili.
Dovremo imparare a sprecare due minuti del nostro tempo per attraversare la strada e salutare affettuosamente il vicino che non ci ha visti, afflitto dai suoi problemi.
Diventeremo capaci di sorridere pacificamente anche a coloro che sono nei loro "giorni intrattabili"!
Sarebbe un bel passo avanti. Non credete?"