mercoledì 3 agosto 2016
I Doni del Padreterno
Da: "Leggende e racconti popolari del Veneto" di Dino Coltro
"Un giorno in Paradiso, il Padreterno pensò di dividere i suoi doni.
"Qua, sto diventando vecchio e prima di arrivare al punto di non sapere più cosa mi faccio, voglio dividere i miei beni, così vedo chi li riceve".
Avverte S, Pietro del suo proposito, ne dà notizia ai santi; i santi ne parlano con gli angeli. Così la notizia che il Padreterno aveva deciso di dividere i suoi beni era arrivata anche sulla Terra.
E arriva il giorno fissato della spartizione. Davanti alla porta del Paradiso una ressa di gente si spingeva e si urtava. Tutti pensavano: "Prima entro e più roba mi prendo".
Finalmente, S. Pietro apre la porta e riescono a entrare per primi i ricchi. Il Padreterno, seduto sul trono, si rivolge a loro: "Come avete sentito, ho pensato di spartire i miei doni; io mi accontento di restare usofruttuario. Ditemi, allora, che cosa volete".
I signori,sempre sospettosi e difficili, gli parlano senza peli sulla lingua, come sono abituati. "Ecco vede Padreterno, le diciamo subito che non vorremmo che da questa spartizione di beni che vuole fare, si rompesse la nostra vecchia amicizia".
"Se non la rompete voi, benedetti, per quale motivo dovrei romperla io! Non vedete che vi ho ricevuti per primi?"
"Ah, per questo siamo qui per ringraziarlo", gli dice la signora,"già tanto siamo tra signori...". "Piano, piano", la interrompe il Padreterno, "Non esageriamo! Signore ce n'è uno solo...e sono io! Voi siete "signori", e c'è una bella differenza. Ma lasciamo perdere, e veniamo al dunque. Che cosa volete?"
I signori si scambiano un'occhiata:
"Noi, signori, vogliamo... di tutto".
"Va bene, conferma il Padreterno a S. Pietro, "Scrivi: ai signori di tutto".
"Grazie", gli dicono i ricchi.
"Andate, andate", fa cenno il Padreterno, "andate prima che me ne penta. Avanti un altro". Allora S. Pietro apre uno spiraglio della porta e i preti vi si infilano dentro, piuttosto immusoniti per essere ricevuti per secondi , dopo i signori. Si precipitano a baciare la mano del Padreterno, come sono soliti fare con il vescovo e il Papa, con tutte le loro cerimonie. "Su,su", li esorta il Padreterno, "niente complimenti, ditemi piuttosto cosa volete voi preti. Già, con voi, sono sempre in debito".
Incoraggiati i preti azzardano:
"Noi preti vorremmo di tutto!".
"Di tutto è dei signori...".
"Allora vorremmo buoni bocconi".
"Va bene", conclude il Signore, "S. Pietro scrivi: ai preti buoni bocconi.. Chi viene adesso?".
S. Pietro riapre la porta del Paradiso, appena un pò, riescono ad entrare i frati. Questi si fermano sulla soglia, si inginocchiano per terra.
"Avanti, avanti", li invita il Padreterno, "cosa fate là in fondo? Voi frati, cosa Volete?". "Vorremmo di tutto", rispondono sommessamente.
"Di tutto è dei signori".
"Allora vorremmo buoni bocconi". "I buoni bocconi sono dei preti"."Fa lo stesso, pazienza", concludono i frati.
"Va bene, S. Pietro scrivi: ai frati la pazienza. A chi tocca adesso?".
S. Pietro apre la porta, entra un gruppo di suore, chiacchierando, cecece..,
"Silenzio, almeno in Paradiso", le ammonisce S. Pietro. Allora si fanno silenziose e si presentano al Padreterno.
"Cosa volete, voi suore?".
"Di tutto!".
"Di tutto è dei signori".
"Allora vorremmo buoni bocconi!".
"I buoni bocconi sono dei preti!".
"Ben, pazienza!".
"La pazienza è dei frati!".
"Ih, che rabbia!".
"S. Pietro scrivi: alle suore la rabbia".
Uscite le suore, il Signore domandò a S. Pietro.
"C'è ancora gente fuori?".
"Una coda fino in Terra e non abbiamo più niente da distribuire".
Il Padreterno si fa pensieroso. Dopo un attimo di riflessione, comanda a S, Pietro di aprire le porte.
"Fa entrare tutta questa gente!".
S. Pietro spalanca le porte. Tutti entrano in folla. Egli cerca di mettere ordine, di proteggere il Signore da quella invasione.
"E voi, cosa volete?", domanda il Padreterno appena S. Pietro è in grado di ottenere il silenzio.
"Di tutto", rispondono insieme; un coro era!
"Di tutto è dei signori!".
"Allora buoni bocconi".
"I buoni bocconi sono dei preti".
"Allora pazienza".
"La pazienza è dei frati".
"Ih che rabbia!". "La rabbia è delle suore".
"Bella fatica".
Il Signore si alza dal trono e imponendo le mani sulla folla, esclama: "Scrivi, S. Pietro! Ai pidocchi le fatiche".
Così avvenne che ai pitocchi toccarono soltanto fatiche e lavoro, perché il Padreterno non aveva altro, era rimasto a mani vuote.
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