lunedì 9 maggio 2016

Aspettando l'Estate

La previsione di una bella domenica soleggiata mi ha fatto venire il desiderio di trascorrerla al mare con l' occasione di cominciare a "colorare" naturalmente l'epidermide. Lungo la via del Corso  a circa a un chilometro dal grande parcheggio vicino al mare
c'era una lunga fila di auto bloccate. Passava il tempo e il traffico non riprendeva, per cui dopo un breve tratto di ripresa ho  girato tentando di arrivare attraverso altre strade. Non c'era stato nessun incidente, ma una gara podistica ostruiva tutte le strade di accesso. Ho lasciato la vettura un po' fuori e prese "armi e bagagli", in realtà  pesantini, ho raggiunto  a piedi il mio appartamento. Il sole splendeva, ma l'aria era frizzantina e si stava bene con le braccia coperte. Ho aspettato perciò  alcune ore sperando che la temperatura salisse e nelle prime ore del pomeriggio, intirizzita, ma abbigliata da spiaggia, ho raggiunto la riva del mare. Una marea di ombrelloni chiusi a destra e a sinistra rivelava che il vento non invogliava a sostare per abbronzarsi. Diverse persone passeggiavano e solo qualcuna in costume. Mi sono seduta su uno sdraio infreddolita con la speranza che il sole mi riscaldasse. Ciò  non è  avvenuto ed ho resistito per una ventina di minuti. Mi sono quindi diretta nella parte  retrostante più  riparata dove si trova il bar che ho fotografato. Delle comode poltrone e dei divanetti proteggevano dal vento ed ho potuto godermi a lungo e comodamente il tepore e la carezza del sole.
Spero che il tempo dedicato all'abbronzatura  dia dei risultati soddisfacenti e che a breve possiamo salutare gioiosi l'arrivo dell' estate che anche per quest'anno le previsioni indicano torrida. Volendo continuare ad essere positiva, spero che non sia così  e che l'estate si riveli lunga, piacevole e non troppo afosa...

venerdì 6 maggio 2016

Sbreghe, profumo d'infanzia


Qualche giorno fa un 'amica mi ha raccontato che in quei giorni aveva intenzione di preparare le sbreghe e a quella parola mi sono rivista piccola mentre mangiavo le ottime sbreghe che preparava  mia madre. Non ne conosco la ricetta, ne risento il profumo e il sapore ed erano più grandi e più spesse di quelle della mia amica che volentieri pubblico.
                                 INGREDIENTI
3 uova
300 g. di farina
300 g. Di zucchero
200 g. di mandorle
3 bustine di Vanillina
aroma di mandorla, rhum , o altro liquore a piacere
1 pizzico di sale
                                  PROCEDIMENTO

Unire alle uova lo zucchero e mescolare a lungo con uno sbattitore rendendo l'impasto soffice e facendo sciogliere lo zucchero.
Unire la farina, la vaniglina l'aroma e il sale. Lavorare l'impasto e dividerlo in due parti.
Appoggiare la carta da forno su una base e sopra metà della pasta. Distribuire sopra le mandorle e stendere sopra l'altra metà. Infornare a 180° gradi e farla cuocere ma lasciandola morbida. Tagliare la pasta ancora calda a fette sottili che vengono distribuite nel forno facendole asciugare e leggermente dorare.

martedì 3 maggio 2016

Famiglia, Laboratorio di Pazienza

Ho letto recentemente un piccolo prezioso libro in cui si esaminavano tante situazioni in cui ci
troviamo spesso e per cui è auspicabile un nostro intervento per rendere più leggera qualche evenienza.
Mi è rimasta particolarmente impressa la definizione di famiglia come "laboratorio di pazienza".
Le famiglie patriarcali di un tempo non esistono più e i nuclei familiari sono sempre più piccoli e indaffarati.
Il tempo sembra scorrere con maggiore velocità per cui, forse perché si vogliono fare troppe cose, ci si trova a non trovarne per quelle non strettamente necessarie e la corsa per riuscire a portare a termine tutte quelle previste ci rende più eccitabili, nervosi e impazienti, per cui si scatta per un nonnulla.
Anche il tempo che in famiglia si trascorre insieme è sempre più risicato ed ognuno si aspetta dagli altri componenti comprensione, disponibilità e sopportazione. A volte si percepisce una tensione latente per cui basta qualche parola non condivisa a far perdere la pazienza e a manifestare segni di intolleranza. Si rimanda col pensiero alle vacanze future, sempre più brevi, il tempo di rilassarsi e di godere serenamente del tempo non limitato dallo scorrere veloce del tempo, ma proprio perché ci si è abituati a svolgere in fretta ogni incombenza, quando il tempo è a disposizione non si riesce a goderlo e capita che frequentemente ci annoiamo e non beneficiamo dei vantaggi che la vacanza può arrecare e a ritrovarsi alla fine stressati e insoddisfatti...
Ricordo spesso una suora dell'asilo che frequentava mia figlia, la quale alle prese con la vivacità e la confusione dei bambini, ripeteva, forse per controllarsi: "Santa la pazienza "  e credo che ce lo dovremmo ripetere frequentemente anche noi...

domenica 1 maggio 2016

Il Bicchiere metà pieno

Durante la giornata viviamo una varietà di avvenimenti in cui, a seconda del nostro carattere, dell'umore o di impreviste circostanze, le possiamo interpretare in modo positivo o negativo. L'esempio a cui ci si riferisce piu spesso è quello di trovarsi di fronte ad un bicchiere riempito a metà. Se ci troviamo in un momento buono vediamo una possibilità per soddisfare un bisogno, se invece viviamo un momento negativo notiamo soprattutto la quantità di liquido che manca al bicchiere per essere pieno e ciò genera una certa insoddisfazione.
L' esempio del bicchiere mezzo pieno ci si presenta ad ogni incontro che facciamo e in ogni circostanza. I tempi difficili che viviamo non favoriscono sicuramente grandi entusiasmi e motivi di stare allegri, ma proviamo a pensare a come le persone ci interpellato. Assistiamo a continue lamentele; se non ci si riferisce a fatti particolari, il motivo più frequente di conversazione è la protesta per il tempo che fa: non sono più le stagioni di una volta, fa freddo, c'è troppo freddo, troppo vento, piove sempre e soprattutto nei giorni di festa. D' estate:quanto fa caldo, ci vorrebbe una bella pioggia per rinfrescare, o non piove mai e ne va di mezzo la natura. Scrivendo mi vengono in mente le lunghe file di persone in attesa davanti alle cabine telefoniche, quando dalla montagna in tempi che sembrano molto lontani, anche se è passato solo qualche decennio,     telefonavo a casa.  Senza volerlo sentivo parte delle conversazioni che verterà niente inizialmente   soprattutto nelle condizioni meteorologiche, in cui il villeggiante che si trovava al 'fresco', chiedeva informazioni del tempo a chi, a casa,  boccheggiava per la temperatura elevata.
Noi a quale categoria di persone apparteniamo? Cerchiamo e troviamo sempre il pelo nell'uovo per trovare un motivo per lamentarci o proviamo ad andare oltre a tanti lievi inconvenienti e ci sforziamo di trovare in tutto, come è possibile, un lato positivo per andare oltre e godere pienamente di ciò che la vita ci offre?
Pensiamoci su e proviamo ad offrire un aspetto di noi che possa alleggerire e allietare il prossimo...