Ho letto recentemente un piccolo prezioso libro in cui si esaminavano tante situazioni in cui ci
troviamo spesso e per cui è auspicabile un nostro intervento per rendere più leggera qualche evenienza.
Mi è rimasta particolarmente impressa la definizione di famiglia come "laboratorio di pazienza".
Le famiglie patriarcali di un tempo non esistono più e i nuclei familiari sono sempre più piccoli e indaffarati.
Il tempo sembra scorrere con maggiore velocità per cui, forse perché si vogliono fare troppe cose, ci si trova a non trovarne per quelle non strettamente necessarie e la corsa per riuscire a portare a termine tutte quelle previste ci rende più eccitabili, nervosi e impazienti, per cui si scatta per un nonnulla.
Anche il tempo che in famiglia si trascorre insieme è sempre più risicato ed ognuno si aspetta dagli altri componenti comprensione, disponibilità e sopportazione. A volte si percepisce una tensione latente per cui basta qualche parola non condivisa a far perdere la pazienza e a manifestare segni di intolleranza. Si rimanda col pensiero alle vacanze future, sempre più brevi, il tempo di rilassarsi e di godere serenamente del tempo non limitato dallo scorrere veloce del tempo, ma proprio perché ci si è abituati a svolgere in fretta ogni incombenza, quando il tempo è a disposizione non si riesce a goderlo e capita che frequentemente ci annoiamo e non beneficiamo dei vantaggi che la vacanza può arrecare e a ritrovarsi alla fine stressati e insoddisfatti...
Ricordo spesso una suora dell'asilo che frequentava mia figlia, la quale alle prese con la vivacità e la confusione dei bambini, ripeteva, forse per controllarsi: "Santa la pazienza " e credo che ce lo dovremmo ripetere frequentemente anche noi...

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