venerdì 20 maggio 2016

Gioia nel Dolore


Da un'amica di mia figlia oggi ho ricevuto un bel esempio che voglio condividere. Incontrandomi con le persone della mia età gli argomenti di conversazione riguardano soprattutto la salute e le medicine che si devono assumere ad una certa età  e tutto ciò non rasserena.
Conosco solo da qualche anno questa,  per me, giovane donna e fin dalla prima volta mi ha ispirato simpatia perché sorride sempre. È positiva, solare, intelligente ed arguta. Conosce il mio blog e condivide il mio pensiero al riguardo. Mi ha raccontato in proposito che riprende spesso suo marito perché brontola in continuazione e "vede sempre il bicchiere mezzo vuoto, mentre per lei è mezzo pieno".
È figlia unica, bravissima moglie e mamma e impegnata nel lavoro.
Qualche anno fa ha perso il padre ammalato di SLA, ma neppure quella terribile malattia l'ha piegata.
Mi ha raccontato che verso la fine della vita di suo padre, la sofferenza in famiglia era tanto forte che si poteva quasi "toccare".
Un mattino mentre andava al lavoro si è trovata a sorridere, ad essere felice e a desiderare di trasmettere il suo stato d'animo. Si è meravigliata con se stessa ed ha scoperto il motivo che causava il suo buonumore.
Stava passando un periodo di grande dolore, ma si sentiva una persona molto fortunata per tanti motivi: nella famiglia dove era venuta al mondo i genitori si amavano e le erano stati di ottimo esempio in ogni campo, non aveva avuto problemi importanti, era di bel aspetto, amava il marito e il figlio, aveva una bella casa, tante amicizie, non aveva problemi economici e il lavoro le piaceva.
Pensava perciò che anche per tante, tante altre cose doveva ringraziare DIO per i grandi doni ricevuti. Il dolore purtroppo fa parte della vita e prima o poi bussa prepotentemente alla porta di ognuno e come lei dovremmo porci nei confronti della vita, non lasciandoci abbattere, ma riconoscendo  quante cose positive ci appartengono...
Brava Guenda teniamo a mente il suo nome per ricordarlo quando ci sentiamo sopraffatti...

Un sacerdote, mio amico, a chi gli chiede come sta risponde sempre: "Una meraviglia"
Proviamo a trovare e riconoscere i doni che ci sono stati elargiti e rispondiamo anche noi così, dando in tal modo un messaggio di speranza

Nessun commento:

Posta un commento