Da "Brodo caldo per l'Anima"
Una signora americana per la prima volta stava facendo un viaggio in aereo da sola ed era preoccupata perché, sbarcata a Phoenix aveva poco tempo per la coincidenza per Houston e data la grandezza dell' aeroporto temeva di non riuscire a raggiungere l'imbarco in tempo. Nel panico si trovò al centro di una grande sala e, sperando di ricevere aiuto, prego' il Signore che venisse in suo soccorso.
"Soffocai un singhiozzo e girai su me stessa. Accanto a me c'era un giovanotto alto e bello,
con i capelli e gli occhi castani e un'uniforme blu. Non l'avevo visto entrare
"Posso aiutarla?".
" SI, mi sono persa e il mio volo parte fra poco"
Sorrise. "Mi segua".
Mi condusse lungo una rampa di scale e oltre un'uscita, dove fermo' un bus navetta.
Quando il conducente apri la porta, lo sconosciuto lo pregò:
"Accompagnala al Gate E-27. Datti una mossa, manca poco alla partenza".
Salii i gradini del veicolo e mi fermai. Mi voltai per ringraziare il giovanotto, ma era sparito.
Mi sedetti e guardai fuori dal finestrino. Non lo vidi da nessuna parte.
Ero perplessa, ma avevo così fretta che non rimuginai più di tanto.
Arrivai appena in tempo. Quando estrassi il biglietto dalla tasca e lo porsi all'uomo davanti al Gate, mi venne in mente che non gli avevo detto dove dovevo andare. Tuttavia mi aveva accompagnata alla navetta giusta e aveva dato istruzioni al conducente.
Ci riflettei durante il breve viaggio fino a Houston.
Quando atterrai, avevo solo un quarto d'ora prima del volo successivo e il mio gate era lontanissimo.
"Oh, no!" gemetti. "Di nuovo!".
"Posso aiutarla signora?" domandò una voce familiare.
Mi girai, e riecco il giovane con l'uniforme. Rimasi a bocca aperta.
Sorrise. "Sì, devo prendere un volo per Tulsa, in Oklahoma, e ho solo quindici minuti",balbettai.
Uscì sull'ampio corridoio, fermò un carrello di servizio e ordinò al conducente:
"Portala al Gate 22, presto".
Salii, mi girai e ovviamente non c'era più nessuno.
Dopo il decollo riflettei su quei due episodi curiosi. O quel tipo aveva un gemello, o ero stata aiutata da un angelo, lo stesso in entrambi gli aeroporti.
Esisteva una sola spiegazione. Avevo pregato implorando l'aiuto di Dio e lui aveva mandato un angelo, con le sembianze di un giovanotto bello e alto, che mi desse una mano a prendere prima il volo per Houston e poi quello per Tulsa.
Provai un grande senso di pace quando capii che Dio esaudisce sempre le preghiere e manda un angelo o qualcun altro ad aiutarci".

Nessun commento:
Posta un commento