sabato 11 giugno 2016

Attesa di cosa?

Antonio Socci è un giornalista e scrittore che conosco e ammiro da tanto tempo. Scrive in modo chiaro, semplice e documentato, non cavalcando le tendenze del momento, ma esprimendo e difendendo i valori cristiani in cui crede e che professa nella vita..
Un suo articolo di qualche giorno fa mi ha molto colpito e poiché riguarda gran parte di noi ne offro una parte alla vostra attenzione e riflessione:

"NON SAPEVA CHE COSA ASPETTAVA"
da Libero del 5 giugno 2016
"I trent'anni di internet in Italia che si festeggiano in questi giorni non sono soltanto un avvenimento tecnologico, ma anche neurologico.
È una specie di superamento che abbiamo a disposizione sempre e dovunque con il nostro telefonino. Ma non si tratta solo delle infinite cose che possiamo trovare, conoscere, vedere, scoprire in un istante, da qualunque luogo.
Con la rete ognuno si trova dotato di un corpo più esteso, di occhi, di orecchi, mani e piedi piu potenti. Siamo  costantemente connessi col mondo, in qualche modo possiamo essere contemporaneamente in molti luoghi diversi e farci sentire ai quattro angoli del pianeta. È un potere straordinario. Tuttavia è anche rischioso perché con la mente rischiamo di essere sempre altrove, sempre "fuori", così possiamo perdere o dimenticare la strada di casa, il nostro "io".
Infatti la grande chance è diventata subito anche un rischio patologico.
L'esperto fa la diagnosi: connessi con il mondo, ma sconnessi da noi stessi"
.
Se ci capita di dimenticare il telefonino a casa e ce ne accorgiamo, ci prende una certa ansia temendo di essere  privati di qualcosa di importante che ci poteva essere comunicato e al ritorno ci accorgiamo magari che nessuno ci ha chiamato.
Eppure l' uomo ha vissuto per parecchie migliaia di anni senza telefono ed il progresso ha continuato ad avanzare.. Mah, ci siamo procurati tanti vantaggi, ma anche tante schiavitù e ansie...




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