sabato 25 giugno 2016
Un Tesoro nel Tempo (2°parte)
Da " Brodo caldo per l'Anima "
"Mentre guidavo, la mente vagava, come avrei fatto a cavarmela senza Bob, mio marito, che era grande e forte, che mi stringeva fra le braccia confortanti quando piangevo, che aveva un senso dell'umorismo che faceva svanire la mia rabbia e un gusto per l'avventura che arricchiva la vita di entrambi?
Avevo le guance rigate di lacrime, ma continuavo a guidare. All'improvviso eccomi all'uscita 287. Maledizione! Avevo superato il Trading Post. Be', magari la prossima volta.
Con la stessa rapidità con cui avevo pensato di proseguire, decisi che sarei ritornata indietro! Sterzai bruscamente all'ultimo minuto e presi la rampa.
Raggiunta la strada principale, mi resi conto che mi trovavo sulla Turner, un'autostrada a pagamento, e che non ci sarebbero state uscite per chissà quanti chilometri. Cercai un punto libero tra le due corsie e attraversai, incurante del fatto che un membro della polizia di Stato potesse vedermi; tornai a dirigermi verso il Trading Post.
Come previsto, il negozio era simile a molti altri in cui Bob e io ci eravamo fermati nei nostri viaggi; un misto di oggetti tipici del sudovest e di souvenir.
Mentre vagavo tra le varie cianfrusaglie, giunsi a un letto di ferro battuto e legno, utilizzato per esporre coperte indiane, cactus spinosi e collane di peperoncino rossi e verdi.
Accanto al letto c'era un tavolino su cui erano posati vasi aztechi, delicati fiori del deserto e un coyote ululante con una sciarpa vivace intorno al collo.
Nascosto discretamente tra questi, c'era un piccolo telefono di legno, di quelli vecchi, con un ricevitore intagliato e il disco combinatore rotante; la cornetta era posata sulla forcella ed era collegata a un sottile filo nero. Il mio primo pensiero fu: "Che strano, tutte le altre cose sono così tipicamente western, che il telefono appare fuori posto", Sollevando, alzai il ricevitore.
Dalla base del telefono si levò un tintinnio musicale e gli occhi mi si colmarono di lacrime che mi scesero lungo le guance. Mi sentii investita da un'ondata di calore mentre me ne stavo li in piedi a singhiozzare, tenendo stretto il telefono, immemore degli altri clienti che mi passavano intorno con cautela. Il motivo che stavo ascoltando era I Just Called to Say I Love You.
Facendomi strada verso la parte anteriore del negozio, per pagare il tesoro che avevo appena trovato, non nutrivo più alcun dubbio sulle mie capacità in, ce l'avrei fatta.
Non ero sola; il mio Bob aveva appena telefonato per dire che mi amava.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento