domenica 20 marzo 2016
Il Dolore non ha un perché
Dall'Omelia di don Giovanni Berti
"Il dolore non ha un perché, ma è una via
Perché soffrire? Perché Dio, infinitamente buono e giusto (almeno così ci hanno insegnato) permette che la gente soffra? E mentre penso questo, non guardo la sofferenza in astratto, come dato filosofico, ma penso a persone concrete che stanno soffrendo nel corpo e anche nell'animo.
Quando si pensa alla sofferenza non si rimane mai sul teorico, ma vengono alla mente e al cuore situazioni che abbiamo vissuto o che stiamo ancora vivendo...e soffrendo.
La sofferenza è davvero la prima vera "nemica" di Dio, perché è prima di tutto lei a mettere in crisi la nostra idea di Dio, di Bene, di Amore, molto più dei ragionamenti filosofici o scientifici..."
" Sulla croce Gesù è uomo fino in fondo, fino all'esperienza umana più dura e "lontana da Dio", o almeno da una certa idea di Dio.
I due malfattori messi accanto a Gesù crocifisso non sono solamente un contorno scenografico alla crocifissione del Signore, ma sono lì perché ci sentiamo anche noi al centro della scena, e non distratti spettatori pronti a fuggire (come faranno in tanti sotto la croce).
I due malfattori, che non hanno nome, sono inchiodati anche loro e non possono fuggire da quella situazione.
Solo Luca riporta un diverso atteggiamento dei due, mentre negli altri vangeli i due hanno lo stesso atteggiamento di insulto nei confronti di Gesù.
Il dialogo che si svolge tra le tre croci è davvero carico di dolore, quel dolore infinito nel quale possiamo riconoscere i tanti dolori e sofferenze che conosciamo nel mondo.
Penso che solo chi è vicino alle croci può sentire il dialogo fra i tre, perché solo chi è toccato realmente dall'esperienza della sofferenza può capire quello che si dicono."
"Se la sofferenza rimane un mistero, in questo quadro che ci viene offerto dal racconto della Passione, la sofferenza diventa però un'occasione di luce e una porta che apre alla comprensione.
Sembra proprio che nella sofferenza si diventi capaci di capire l'Amore vero e a trovare la strada della Vita vera.
Allora comprendo bene le tante storie di persone che proprio nel momento di massima sofferenza hanno capito Dio è in Lui sono diventati persone nuove."
"Entriamo quindi nella Settimana Santa con questo sentimento spirituale di ricerca, senza la pretesa di dare un perché al dolore, ma con la speranza che proprio nel misterioso dolore possiamo conoscere meglio Gesù e con lui Risorgere"...
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