lunedì 7 marzo 2016

La Dona ( La Donna)


La mia amica Piera è una preziosa collaboratrice e raccoglitrice di testimonianze del passato. In occasione della ricorrenza della festa della donna me ne ha offerte alcune che proporrò in questi giorni.
Quella di oggi è in dialetto e per chi non la capisce, più sotto la trascrivero' in italiano.

                                     La dona
Desso no la ga più le calce s-gionfe, le broxe su i zenoci.
La ga imparà a lezer, su le carte no la mete più la croxe!
La se la porta in spala co i crussi d'ogigiorno e co tanto de guanti un diploma in scarsela.
El senso la ga imparà de le parole...libertà,  democrazia,  eguaglianza, pari opportunità. 
Robe giuste, bele, che dovaressimo 'ver, ma che no se ga ancora tute concretizà.
Salda in popa, dona.
No, no molar 'remo. Voga, resisti- Va...
Xe longa la strada, ma no ti xe sola de certo 'Vanti se andarà!
               Liliana Zanon
  
                                    La donna
Ora  non ha più le caviglie gonfie e le ginocchia sbucciate. Ha imparato a leggere e non firma più con una croce. Si disimpegna con i problemi di oggi e orgogliosamente ha ottenuto un diploma.
Ha imparato il significato delle parole... libertà, democrazia,  uguaglianza, pari opportunità. 
Cose giuste,  belle, che dovremmo avere, ma che non si sono ancora tutte concretizzate.
Sali in poppa, donna, non mollare il remo.
VAI. 
È lunga la strada ma non sei sola di certo.
Avanti si andrà 







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