domenica 10 aprile 2016
Simone di Giovanni, mi ami?
Dall'Omelia del Vescovo Antonio Riboldi:
"Quante volte ci sentiamo pronti ad affrontare chissà cosa, parlo nel campo della fede, dell'amicizia, della virtù, della dignità - e poi al momento del confronto con la mentalità del mondo, che chiede a volte 'martirio' nel confessare ciò che siamo e crediamo, si manifesta tutta la nostra debolezza.
Quanta gente generosa, che avrebbe, a parole, data la vita per il Regno di Dio, di fronte alla virulenza che vuole dominare le persone, annullando i grandi valori, si china per paura.
Non c'è da spaventarsi: è ciò che siamo senza la Grazia di Dio che ci sostiene.
Essere davvero cristiani, fino in fondo, con naturalezza, senza venir meno a ciò che veramente siamo 'dentro ', non è facile.
Più facile piegare la testa al mondo, per evitare, come Pietro, di fare, seguendoLo, la fine di Gesù nella passione. Ma ora Gesù è nuovamente con loro, è Risorto! È ciò che ci testimoniano, oggi, nel nostro mondo, tanti fratelli nella fede, perseguitati, ma che restano fedeli, perdendo tutto, a volte, anche la vita! È giunta, dopo la dolorosa e totale morte dell'uomo, l'ora del ' totalmente diverso ', che Gesù vuole partecipare a noi, se solo lo accogliamo".
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