Così ripeteva più volte mio padre, forse non ricordando come andare avanti, quando alle mie figlie raccontava la fiaba di Genoveffa al bosco, e loro chiedevano:
"Ma nonno, camminano sempre?"
Camminare è diventato un imperativo e quando siamo "su" di peso o i valori delle analisi sono più alti del dovuto, ci sentiamo ripetere dal medico e da tante persone, che dobbiamo fare ginnastica, usare la cyclette, o camminare a passo spedito come minimo per mezzora.
Nessuna delle ipotesi è stata una mia passione, ma in quest'ultimo anno, prima per dovere e poi per piacere, ho iniziato a camminare.
Vicino a casa mia c'è una bella pista ciclabile, quasi sempre deserta e non tutti i giorni, ma spesso, sento il desiderio di percorrerla nel pomeriggio.
Cammino, osservando la parte verdeggiante e rurale che la circonda, con le case sempre più rare, immersa nei miei pensieri e nelle mie ispirazioni.
Negli ultimi anni d'estate camminavo abbastanza in montagna, preferibilmente sola. Nella località che frequento ho qualche conoscenza e amicizia ed ho provato a camminare in compagnia.
Il tempo lo trascorro molto volentieri con le amiche che hanno i miei stessi interessi e desideri.
Con loro non mi annoio mai, anche se passiamo tanto tempo assieme.
Se passeggio con qualcuno solo per essere in compagnia, preferisco non farlo troppo spesso, perché gli argomenti di conversazione sono scontati e sempre gli stessi che si ripetono. Dopo un po' mi annoio e penso che forse era meglio averlo farto da sola e nelle zone che preferisco, naturalmente non troppo affollate.
Penso di star diventando sempre più orso...
Dicono che con l'avanzare dell'età si diventa sempre più insofferenti.
Proverò a diventare più buona e tollerante...
Nel frattempo mi godo ancora le mie lunghe, solitarie camminate...

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