venerdì 30 ottobre 2015

Ritorno...dal Passato


Oltre una decina di anni fa, meravigliata, sentivo parlare sempre più spesso di incontri conviviali, a volte numerosissimi, di parenti, più o meno prossimi, che avevano in comune lo stesso cognome.
La crisi non si era ancora affacciata, ed un certo diffuso benessere ed anche l'occasione di incontrarsi quasi esclusivamente ai funerali, ne aveva fatto sorgere l'interesse.
Una mia carissima amica ed ex collega, raccontandomi del raduno di circa trecento suoi parenti, arrivati anche dall'estero, mi raccontò un episodio che riguardava suo nonno e che mi suscitò una sonora e prolungata risata...
Erano gli anni immediatamenti successivi alla prima guerra mondiale. Finito l'incubo della guerra, era subentrato un periodo di incertezza e confusione che aveva messo in ulteriore difficoltà tante famiglie che avevano già seri problemi di sopravvivenza.
Il nonno era giovane e allora, anche con pochi mezzi finanziari, si sperava nel futuro e si metteva su famiglia, confidando nella...Provvidenza...
Era sposato da qualche anno, aveva già un figlio e la moglie era in attesa di un secondo.
La mancanza di un lavoro aveva reso la situazione insostenibile e si stava diffondendo la possibilità di cercare e trovare lavoro nella favolosa America.
Anche il nonno Luigi si lasciò coinvolgere dalla nuova opportunità e fra pianti, abbracci e la rassicurante promessa di mantenersi in contatto e di tornare appena possibile, lasciò la dolce moglie ed il caro familiare borgo ed emigrò...in Argentina.
Le cose non vanno però sempre come previsto...
Nei primi tempi scrisse lettere che descrivevano il difficile inserimento in realtà impreviste e poi...a poco a poco si diradarono fino a cessare.
Il secondo figlio era nato e la moglie, all'oscuro di cosa gli fosse successo, e che non si seppe mai, con grandi sacrifici e difficoltà allevo' i suoi figli.
Intorno agli anni quaranta era al governo Mussolini che invitò gli emigranti a rientrare con la lusinga del viaggio gratuito.
Luigi, che evidentemente non aveva trovato grande fortuna in America, ne approfittò e...come se non fosse passato tanto tempo, ritornò al paesello e si fermò al cancello di casa sua.
Armeggiando con la serratura, cercava di entrare.
Arrivò immediatamente il figlio più giovane che logicamente non lo riconobbe e chiese allo sconosciuto perché volesse entrare.
Il padre colto di sorpresa ed in un momento di orgoglio esclamò: "Io sono Luigi...il padrone", scatenando un'accessa discussione.
Accorse allora il figlio maggiore che avendo vaghi e lontani ricordi del padre, lo riconobbe e, sia pur a malincuore, lo accolse in casa.
Non fu certo trattato con venerazione in famiglia e la mogle gli rivolse  la parola solo in un'occasione.
Si vendico 'dell'abbandono' ignorandolo e 'servendolo', come usavano fare le donne un tempo, sempre per ultimo e, quando raramente mangiavano del pollame, a lui riservava solo le...zampe.
Un giorno in cui Luigi osò ribellarsi, lei lo apostrofo' così:
"In America ti sei mangiato la carne ed ora ti aspetta solo questo!"...











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