giovedì 21 gennaio 2016
Come abbiamo fatto?
Come abbiamo fatto a...sopravvivere e diventare grandi noi che entro il "50" crescevamo?
Questo è il tema del post che con il titolo di "Come eravamo" avevo riportato nei giorni in cui ero senza connessione. Mi sono accorta, che proprio per l'interruzione era stata pubblicata solo la prima parte e l'ho eliminata. Mi scuso dell'inconveniente e rimando perciò le osservazioni che ho fatto, riguardo all'argomento che avevo ricevuto dalla mia amica Gabriella.
In quegli anni eravamo piccoli, bambini o adolescenti...
Quando qualcuno di noi viaggiava in auto non eravamo protetti dalle cinture di sicurezza, né dagli airbag e spesso ci ritenevamo fortunati di poterlo fare anche sistemati alle bene e meglio, nella parte posteriore di un furgone o di un camion come è successo molto spesso a me.
Il nostro mezzo di locomozione abituale erano le nostre gambe e la bicicletta con la quale scorrazzavamo liberi, senza casco protettivo e poco pericolo, per lo scarso traffico. Vivevamo molto all'aria aperta, giocando a lungo nel pomeriggio in compagnia e richiamati all' imbrunire dalle urla delle mamme e non dal cellulare.
A scuola andavamo al mattino, o al pomeriggio, perché le aule spesso
erano insufficienti a contenere un grande numero di alunni.
Se giocando capitava qualche incidente e ci procuravamo qualche ferita nessuno protestava, né si faceva proteggere dai genitori, e ci si guardava bene dal riferirlo a casa se ricevevamo qualche rimprovero a scuola o fuori dagli adulti; altrimenti ne avremmo ricevuti degli altri.
Le nostre merende erano casalinghe e salutari, composte da pane, anche del giorno prima, marmellata, burro e zucchero o qualche fetta di ottimo salame o ossacollo e nessuno aveva allergie o intolleranze particolari, come ora hanno tanti bambini.
Al massimo qualcuno a volte diceva che il latte della colazione gli faceva venire mal di pancia. Non ricordo nessuno in sovrappeso, anche perché i dolci non erano all'ordine del giorno, ma in periodi particolari o fatti dalla mamma per il compleanno che pochi festeggiavano, naturalmente senza regali.
La nostra grande ricchezza erano i numerosi amici, non virtuali, ma reali che cercavamo ogni giorno e con i quali trascorrevamo più tempo possibile, confidandoci sogni, confidenze, timori, aspettative e ideali...
Non so se i bambini di oggi con tanti "optional" sono più fortunati di noi. So solo che se incontriamo un vecchio compagno di giochi abbiamo tante cose belle vissute insieme da ricordare e da condividere...
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