sabato 16 gennaio 2016

Vita di Paese



Cresciuta in un piccolo paese raccolto  in un'ansa del  fiume Livenza che sembrava volerne limitare l'estensione, mi lascio andare spesso a ricordi di personaggi e situazioni comiche che vi si vivevano .
Alcune le ho raccontate nel libro dedicato alle origini della mia famiglia e forse ne trascrivero' qui qualcuna. Altre mi vengono raccontate dalla mia carissima amica d'infanzia, nelle non frequenti, ma lunghe telefonate nostalgiche e  ho già riportato qualche episodio nei post.
In una telefonata recente mi ha ricordato diversi  momenti di vita nel paese che suscitavano ilarità e vivacizzavano le giornate monotone, prive delle tante offerte che la vita attuale ci propone
L'osteria di Gigin Manfrin, che vendeva anche pochi ma pregiati prodotti alimentari era un punto di riferimento e di appuntamento all'ora di pranzo, in cui gli uomini andavano a bere un "caniol", termine che definiva una  piccola quantità di vino selezionato, servito in un calice molto particolare  che si poteva gustare solo lì.
Anch'io da piccola sono stata testimone dell'afflusso degli amatori del caniol, perché mia madre mi mandava a comprare  il parmigiano, perché solo lì era speciale.
Da noi gli "stranieri" erano molto ben accettati  e resi partecipi delle nostre abitudini.
Un giorno una persona venuta da fuori fu invitata ad unirsi ad altri per sorseggiare da Gigin un caniol.
L'ospite, sorpreso dal termine che non conosceva ne chiese il significato e gli fu risposto così:-el caniol lè mezo got de vin-. E lui di rimando:" so che da queste parti sono passati i visigoti e gli ostrogoti, ma dei mezzigoti non ne sapevo niente.
Gigin era una persona affabile e generosa e senza garanzie, anche per un anno forniva i generi alimentari a credito a chi non poteva pagare. Fra i suoi assistiti c'era una coppia non molto ben assortita. Lei formosa e provocante, lui basso di statura e smilzo. Dopo un anno di spesa un giorno andarono a pagare il conto ed in cambio si sentirono offrire una cena per la sera seguente,
Vi parteciparono molto volentieri e con molto piacere gustarono voracemente lo spezzatino che avrebbe dovuto bastare per il pranzo del giorno appresso. I padroni di casa non mangiarono quasi niente per assicurarsi un po' di cibo per il giorno dopo.
Dulcis in fundo restarono a bocca aperta sentendosi ringraziare così:
- Non abbiamo parole per esprimere la nostra riconoscenza per la vostra generosità e l'aiuto che ci avete dato per un anno. Quando avremo problemi sapremo dove e a chi rivolgerci.....


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