Dall'omelia del vescovo Antonio Riboldi:
"Il Vangelo di oggi ci descrive la prima comparsa in pubblico di Gesù , la sua prima 'predica', proprio a Nazareth, sua città natale . Gesù ha forse voluto scegliere , tra tutto il popolo eletto che era venuto a salvare, il pulpito più 'povero': si, perché Nazareth era considerata allora dai Giudei la città più ignorante, non solo , ma più lontana da Dio fino a sfiorare l'ateismo; tale da non meritare nessuna stima, ma solo disprezzo".
"Essere cristiani non è solo un modo di dire, ma un modo di vivere la fede, che si esprime nel come pensiamo, come parliamo ,come ci comportiamo, insomma nel come 'viviamo Cristo', sotto l'azione dello Spirito".
"Occorre, dunque, prendere coscienza che non possiamo più essere cristiani di 'facciata', ma dobbiamo diventare cristiani 'vivi', che, dove sono ,operano 'ispirati' , ossia mossi .dallo Spirito Santo.
È difficile? Sì, ma possibile per la forza dello Spirito che ci guida. È necessario se vogliamo 'realizzare' noi stessi ed aiutare gli altri, crescendo insieme nella fede e nella santità.
Non è più tempo- e sono certo che voi , che siete 'di buona volontà', siate d'accordo-di' segni senza significato' , ma è tempo di presenze che tornino ad essere 'sale della terra e luce del mondo' ."
"Per grazia di Dio, tanti, in tanti modi, questo 'oggi' lo stanno già attuando nelle innumerevoli forme della carità, animata dallo Spirito Santo. "

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