sabato 23 gennaio 2016
Felici...perché?
Una decina di giorni fa ho ricevuto da un'amica un articolo che mi è piaciuto e ha suscitato le osservazioni che propongo.
Un pensiero di William Shakespeare è condivisibile e se si mettesse in pratica ci farebbe vivere meglio.
" Mi sento sempre felice, sai perché? Perché non aspetto niente da nessuno ".
Per le vicende della vita, e forse ciò può essere anche un bene, aspettiamo sempre qualcosa di diverso, perché si spera in qualcosa di positivo.
I problemi da risolvere a volte dominano i nostri pensieri e ci preoccupano, se non vediamo soluzioni prossime, dimenticandoci che solo alla morte non
c'è rimedio.
Purtroppo capita spesso di incontrare persone impazienti, anche per una minima
mancanza, dall'insulto facile che ci rivolgono frequentemente mentre guidiamo. Anche dalla televisione non riceviamo esempi positivi dai vari opinionisti, sempre quelli e onnipresenti. Urlano, non rispettano chi sta parlando, anzi si parlano sopra e poiché tutto ciò avviene con frequenza, diventa accettabile, abituale e imitabile in ogni circostanza.
Gioie, dolori fisici, sofferenze morali e imprevisti non hanno conseguenze senza termine.
Tutto, veramente tutto è passeggero. Ricordiamocelo spesso e comportiamoci di conseguenza; godendo delle cose belle che ci succedono e sopportando pazientemente quelle negative.
Molto importante è evitare di agire precipitosamente e non prendere decisioni senza aver prima riflettuto alle conseguenze che possono determinare e di cui ci si può pentire, senza poi riuscire a porvi rimedio.
Cerchiamo di vivere bene, tranquilli, in pace, con pazienza e tolleranza verso il prossimo, ricordando che i difetti non mancano neanche a noi, anzi abbondiamo. Rendiamoci disponibili a cogliere ogni occasione di poter rendere felice anche con poco una persona e di riflesso lo saremo anche noi...
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