Ho rivisto in questi giorni il mio amico Giancarlo che mi ha fornito nuovi particolari sull'incidente di cui è rimasto vittima un anno e mezzo fa e che espongo volentieri, perché è veramente inverosimile!
La sorella di Giancarlo, sposata ad un austriaco, vive in un piccolo paese di montagna vicino a Steinfeld. Vedova da alcuni anni e con importanti problemi di salute, può contare sulla vicinanza e sulla frequente presenza ed assistenza del fratello. L'anno scorso in primavera durante un suo ricovero, il fratello è arrivato in paese per andarle a far visita e nel frattempo ha lasciato l'auto dal gommista per far sostituire le gomme invernali.
Nell'attesa ha deciso di salire su una montagna che ben conosceva. Per evitare i frequenti tornanti della strada, si è incamminato su un sentiero che abbreviava il percorso, ma era intralciato da rovi e radici e ad un certo punto interrotto. Per non ridiscendere sulla strada sottostante ha cercato di reggiungere il tratto di strada superiore, camminando sull'erba che però era molto scivolosa. Temendo di precipitare si è aggrappato al ramo di un albero, sicuro di raggiungere con qualche passo la strada che era a un paio di metri. La sua stazza è imponente per cui... lui non ricorda niente, il ramo si è spezzato ed ha cominciato a
scivolare...
Incontrando ostacoli vari, come cespugli, alberi o altro che gli hanno provocato escoriazioni, traumi e fratture, la discesa è stata però rallentata, ma è il dislivello però era di 200 metri! Ha perso conoscenza per un'ora e mezza, ristabilendo dopo il tempo, calcolando l'ora di arrivo ed il tempo impiegato per il percorso. Ripresa conoscenza, si rese conto delle condizioni precarie in cui si trovava e dei forti dolori provocati dalla caduta. A qualche metro scorse il giubbotto e con notevole sforzo riuscì a raggiungengerlo e con esso trovò anche il telefono ancora funzionante.
Fra i numeri selezionati forse cercò di chiamare con molta difficoltà, perché le dita erano pestate, qualche amico, ma lui non ricorda se lo fece.
Riuscì a comporre il numero di un' amica di sua sorella che in quel momento in mezzo alla confusione stava festeggiando a Vienna il suo compleanno. Incredibilmente l'amica riuscì a sentire il telefono che squillava e rispose. Lui riuscì a dire solo: -Sono Giancarlo e sto morendo - .
La donna si mise subito in moto e stabilita la provenienza della telefonata, con l'aiuto dei vigili del fuoco ed un elicottero Giancarlo venne prontamente soccorso e ricoverato in ospedale. Se i soccorsi fossero arrivati mezz'ora dopo lo avrebbero trovato morto per emorragia interna che le ferite avrebbero provocato. Oltre alle numerose escoriazioni, aveva fratturato una gamba, nove costole e la spalla, tutto a destra, oltre ad un importante trauma cranico. La degenza durò un mese e mezzo ed il recupero fu lento e doloroso, per cui porta ancora delle conseguenze, ma ora vive abbastanza normalmente.
Analizzando tutte le fortunate connessioni lui si chiede se siano state solo 'fortunate coincidenze', o se 'qualc'un altro' lo abbia fatto vivere e perché?...
Io credo che ...lassù... Qualcuno che ci ama davvero abbia in serbo per lui altro...

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