lunedì 11 gennaio 2016

Lo Zucchero



 Ho ricevuto ieri da un'amica un racconto che  a sua volta anche lei aveva ricevuto, inverosimile, perché non ricordo che si dovessero superare esami particolari per accedere alla  prima comunione.
Importante è invece il paragone perché ogni persona possa comprendere chi è  Dio.
In una classe,  chissà dove e chissà quando, la scolaresca era particolarmente agitata per
 l' importanza dell'esame che avrebbe sostenuto ed il cui esito sfavorevole avrebbe portato delle  conseguenze negative...
Appena entrata, la maestra chiese agli scolari di scrivere ciò che Dio era per loro e come facessero a sapere che esiste davvero.
Dopo una ventina di minuti tutte le risposte furono consegnate e controllate dalla maestra che ne trattenne una, quella di Ernestino che invitò ad andare alla cattedra a leggerla ad alta voce e perché? Le altre risposte erano tutte simili e riportavano le spiegazioni del Catechismo e perciò erano tutti ammessi alla prima comunione.
Ernestino si avvicinò intimorito alla cattedra e prevedendo di essere l'unico escluso, cominciò a piangere.
La maestra però lo rassicuro'  e lo incoraggio' a leggere.
Ernestino allora riprese coraggio e lesse:
"Per me Dio è come 
lo zucchero messo da mia mamma per addolcire il latte della mia colazione. Lo zucchero sciolto non si vede, ma se manca noto la differenza.  Dio non lo vediamo, ma se manca la nostra vita è vuota, triste, e senza sapore".
Tutti applaudirono Ernestino che fu ringraziato dalla maestra per la risposta originale e convincente che aveva dato e ciò che è essenziale anche per noi: non siamo saggi se siamo sapienti, ma se siamo convinti che Dio fa parte della nostra vita...



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