Ultimamente mi stanno succedendo tanti fatti incredibili, che non sono però determinati dal caso, ma, ne sono certa, da Qualcuno che sta tessendo una ragnatela nella quale sono stata coinvolta.
Non mi stupisco più e vi offro una meravigliosa testimonianza di fede.
Addolorato per la morte della madre, Gregorio così si rivolge agli amici:
"Carissimi amici,
lo strazio ed il dolore di questi giorni mi avevano fatto pensare che Dio volesse punire la mia superbia di uomo irriconoscente. La sofferenza di mia Madre mi appariva come un grande sfregio peru0 una esistenza che Ella al volere dell'Onnipotente senza mai chiedersi perché, pur amandolo tantissimo, le sue pene terrene aumentavano, si sommavano, la colpivanosenza sosta.
Non ha mai dubitato, nemmeno per un istante che il Signore Iddio avesse dato anche a lei l'amore che sempre dà ad ogni suo figlio. Questo suo grande soffrire ha fatto nascere dubbi e timori in noi figli sull'amore di Dio. Perché, ci chiedevamo, Dio non consola una figlia così dolce e fedele?
Perché si accanisce contro chi in Lui crede ciecamente e non stende la sua mano pietosa sul suo capo stanco, chino fino a tarda ora per riuscire ad essere la Madre che tanto si faceva amare?
Dio mi apparve ad un tratto un sadico carnefice, cieco e sordo, non un Padre pietoso e misericordioso. Perché tanta sofferenza come ricompensa di tanto amore?
Capire Dio non è facile. Io l'ho scoperto adesso che il tormento e lo strazio hanno scavato la mia anima, hanno frantumato la speranza come roccia fragile
per mettere a nudo la vera essenza dell'anima stessa.
Mia Madre si è spenta all'alba di un giorno che gli uomini hanno dedicato alla creazione più grande di Dio, la MAMMA.
Lui stesso se ne scelse una per la sua vita terrena e ne fece il simbolo del Creato e della speranza. Accettò di buon grado di farsi cullare vicino al suo cuore ed ascoltò le ninne- nanna che la dolce Maria gli cantò. È il mestiere delle Mamme, quello di dare amore senza nulla chiedere in cambio. Noi figli a questo amore ci abituiamo subito come al latte del seno che sgorga per alimentare la vita. Ci sembra un diritto e le Mamme lo sanno, per questo continuano a darcene anche quando, spossate dalla sofferenza vedono la nostra stanchezza e nascondono i loro dolori. Ecco perché non posso che amare questo Dio così tremendo , a prima vista, ma così dolce da creare una creatura così somigliante a Lui che sapesse farci dimenticare la nostra fragilità e, tenendoci stretti a sé, camminare per gli impervi sentieri della vita.
La festa della Mamma del 1999 mi è sembrata uno sberleffo, uno schiaffo, un'offesa insostenibile.
Di colpo il mondo è diventato un immenso deserto e nessun segno di Dio all'orizzonte. Ci siamo sentiti persi e smarriti, finché Dio è comparso vestito da amici sorridenti e dolenti, da mani tese a consolare.
È vero, rimane un vuoto, che, adesso, sembra incolmabile, ma un granello di affetto in esso si perde. Voi amici miei carissimi, avete versato le vostre lacrime e subito si sono confuse con le nostre, ma, subito, ci siamo accorti che esse lavavano il dolore, lo rendevano tollerabile, lo cambiavano in quel tangibile segno di affetto e di amore cristiano che fa rinascere orizzonti e speranze. A voi, dono di Dio, l'anima nostra si rivolge gioiosa e colma di gratitudine. Non potrò mai più sentirmi solo, nessuno di noi lo potrà mai. Avete raccolto il grido di dolore ed elevato a Dio questo dono immenso, l'Amicizia. Dio l'ha rivisto negli occhi umidi di tutti voi, nelle espressioni di dolore di chi non capiva se se sarebbe riuscito a lenire un dolore più grande.
Nostra Madre è sembrata la Vostra, noi figli feriti abbiamo ricevuto da Voi tutti, un supplemento d'Amore che ha riempito i nostri cuori ed ha trasformato le lacrime dolenti in gioia. Dio vi benedica tutti e, sono certo, che la nostra santa Madre sta pregando per tutti.
Con l'affetto più grande, con l'amore grande quasi come quello di mia madre, Vi abbraccio e Vi ringrazio anche a nome dei miei congiunti.
Gregorio

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