Da L'ARTE DI ANDARE AVANTI di Jorge Bucay
"Nessuno di noi detiene il monopolio della verità e che è pertanto fondamentale aiutarci reciprocamente a completare la conoscenza su noi stessi e a procedere nel cammino verso la realizzazione.
Per poter arrivare a tanto è necessaria una buona dose di umiltà, perché l'apprendimento può essere possibile solo a partire da un autentico riconoscimento della nostra ignoranza.
Se rimaniamo seduti sul trono della nostra superbia, non accetteremo nessun insegnamento o nessun consiglio.
Colui che non scende dal piedistallo non può imparare nulla perché crede di sapere già tutto,
anzi disprezza gli altri e non li ascolta perché suppone, o peggio decide aprioristicamente, che non potranno insegnargli nulla.
Non esiste condanna peggiore che limitarsi a sapere ciò che già uno sa. Questa è la prigione in cui si rinchiudono i superbi. La vita è fatta per essere esplorata, per essere scoperta, insomma, per trovare spunti di miglioramento personali.
Una delle distorsioni che abbiamo saputo creare, di cui ci siamo convinti e che continuiamo a trasmettere, è quella di credere che la crescita e lo sviluppo della persona passano per la quantità di nozioni conosciute e per la dimensione della cassaforte in cui custodiamo il denaro.
So attribuire una causa a questa confusione.
Tutto ebbe origine nella società post-industriale.
Era il momento di una smisurata crescita industriale ed economica che sembrava non avere limiti.
A volte alcune persone utilizzano gli stessi criteri di valutazione della crescita industriale per mostrare, metaforicamente parlando, quanto sono efficienti".
"Io lo capisco, ma lavoro, scrivo e tengo conferenze ormai da molti anni affermando che gli uomini e le donne, nonostante tutto, non sono imprese; sono molto di più e non possono essere valutati attraverso criteri di efficienza o efficacia.......".

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