domenica 29 novembre 2015
1° Domenica di Avvento
Dall'Omelia del vescovo Riboldi
" VEGLIATE E PREGATE, GESÙ È VICINO"
È da quando Adamo, il primo uomo, con Eva si lasciò ingannare dal serpente, rinunciando al grande Bene di Dio, che Lui ci cerca con un amore che non conosce tempi, cattiverie, tradimenti, debolezze e limiti degli uomini.
È da allora, nel momento in cui l'uomo Lo rinnega, che ci cerca, tutti, uno ad uno, come solo un padre sa fare verso i suoi figli.
"Uomo dove sei?". "Mi sono nascosto perché sono nudo".
Due righe di una storia che non cessa di ripetersi in ogni tempo ed in ogni uomo.
Dio è davvero un 'papà' fedele al suo amore, qualunque sia la nostra risposta.
Bussa alla nostra porta, continua a farsi trovare, dà segni che Lui ci cerca, come se i nostri atteggiamenti, tante volte negativi, non intaccassero minimamente la sua fedeltà.
Noi siamo Suoi figli e ai figli non si rinuncia mai!
Da qui la ragione del tempo santo, che oggi iniziamo a vivere, che ha un nome che è davvero un programma:
'Avvento', ossia tempo di attesa di Chi sta per venire.
Ma è solo attraverso la conoscenza- che è partecipazione della vita o dell'amore dell'altro, vivendo quello che è e ci offre da vivere - che possiamo gustare 'quanto è dolce essere amati dal Signore'.
Occorre conoscerLo per poterLo attendere con amore: un'attesa che consenta l'irrompere nella nostra vita di Dio.
Una irruzione che corrisponde ad un preciso Suo 'sogno' nei nostri confronti.
Il 'sogno' di Dio è di poter nella libertà occupare il nostro cuore come e quando vuole.
È un'irruzione che chiede la nostra disponibilità per poter avvenire, inaspettatamente, ma con la forza dirompente dell'amore..."
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