domenica 27 dicembre 2015

Festa della sacra Famiglia




Dall'Omelia del vescovo Antonio Riboldi:
"Accostarsi al Natale con fede, meglio ancora 'vivere' il santo Natale, è provare lo stupore dei pastori,  che obbedirono all'invito dell'Angelo di andare alla grotta, perché lì era nato il Salvatore del mondo,  Gesù,  il Figlio di  Dio.
 
Agli occhi degli uomini superbi ed arroganti, quel bambino, posto in una mangiatoia, dice nulla di interessante, ieri e, forse, per tanti,  anche oggi.
Ma quel bambino,  che ha scelto la nudità di una mangiatoia, quasi volesse prendere a schiaffi la nostra superbia  o superficialità,  non è un bambino 'qualunque'-sempre che agli occhi di Dio possano esistere 'bambini qualunque'.

Quel bambino è il segno vivente dell'Amore di Dio-Padre, che non ha bisogno, come noi uomini, di ricoprirsi con effimere vesti o maschere di gloria, perché l'Amore ama la verità,  la semplicità: è splendore in se stesso.
Così Dio inizia la Sua Presenza tra noi, nella beatitudine della povertà in spirito,  e solo chi ha gli occhi del cuore pieni di questa 'beatitudine' può cogliere la grande gioia, di cui Dio ci fa dono.
Ma come comunicare, dunque, agli uomini di oggi, di sempre, la bellezza celeste del Natale di Gesù?"
"C'è nel Vangelo una piccola frase, che descrive il rischio,  che tutti corriamo, di rifiutare Gesù nel povero:
" Non c'era posto per loro in albergo".
Come si vorrebbe fosse sempre evitato questo atteggiamento, che causa sofferenza, ma anche'impoverisce' e danneggia chi vive il rifiuto dei fratelli... 




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