domenica 13 dicembre 2015
lll° Domenica di Avvento
Dall'omelia del vescovo Antonio Riboldi:
"Viviamo un tempo in cui tutto pare diventato violenza e si parla quotidianamente, forse troppo, dei massacri, senza pietà, dei terroristi islamici: non più uomini, ma pazzi gonfi di odio, che ammazzano innocenti".
"Siamo come assediati, da troppi fatti, che mettono in dubbio la stessa speranza e il desiderio di una possibile pace, giustizia e serenità.
"Non se ne può più", si sente affermare tante volte.
In una tale situazione opprimente e incerta, la Parola di Dio ci sollecita a essere lieti.
Questa lll domenica dell'Avvento è infatti definita
'Gaudete', cioè gioite.
È possibile accogliere e vivere questi inviti così forti alla gioia, in mezzo a così tante tribolazioni e sofferenze? Sì, perché la nostra letizia ha una sola motivazione: Gesù è vicino.
E nella consapevolezza della nostra miseria si avverte ancor più di quanto ci sia un Natale di Gesù necessario per tutti. Ma occorre entrare in un vero spirito di attesa, per 'cambiarci dentro''...
" È un grande dono arrivare a chiederci: 'E io che devo fare?'.
" Sentiamo il bisogno di trovare la luce, e quindi di capire, udire, sentire l'amore del Padre che ci sta cercando, attraverso la venuta del Figlio Gesù.
Questo è il vero dono del Natale di Gesù.
Sarebbe davvero un grave danno per la nostra vita
-quella dello spirito che conta davvero - se non ce la ponessimo, rimanendo dove siano, senza tener conto di 'come siamo' agli occhi di Dio e soprattutto se mancasse in noi la volontà di mettere alle spalle gli sbagli, che ci separano da Dio e non Gli consentono di 'venire' nella nostra vita..."
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