domenica 6 dicembre 2015
ll° Domenica di Avvento
Dall'omelia del vescovo Antonio Riboldi:
"Diciamoci la verità: siamo davvero stanchi di feste che non sono feste; stanchi di correre dietro a mode che sono illusioni di poco tempo; stanchi forse del vuoto che c'è in noi o della pesantezza delle nostre colpe; stanchi e spaventati, in continuo stato di difesa, per la troppa violenza che ci circonda; stanchi di non sapere se qualcuno davvero esiste, in cui porre fiducia.
Ma non sappiamo come scrollarci di dosso questa stanchezza, questa insicurezza e paura, che rischiano di diventare un pericoloso cancro dell'anima, trasformandosi in indifferenza o intolleranza, quando invece l'anima ha bisogno di quella pienezza di 'salute' che solo Dio può dare".
" Ma ci sono tanti atteggiamenti da cambiare.
Un buon segno della ricerca di un cambiamento è la solidarietà verso chi è solo e cerca da noi amore e aiuto. È la strada buona che ci conduce a Betlemme. Bisogna però non fermarsi ad un momentaneo e fugace sentimento di pietà, ma condividere.
Ci vuole il coraggio della fede e della carità. Non si può conoscere e creare speranza senza queste due sorelle: fede e carità.
È davvero il momento, questo, di farci prendere il cuore dalla certezza che Dio ha a 'cuore' la nostra storia, quella personale e quella di tutti, e cerca di farsi strada...
Questo, carissimi, è proprio il tempo in cui si deve avere la forza interiore e domandarci se, nella nostra vita, c'è spazio per Dio e 'cosa' impedisce che Lui si faccia vicino..."
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