martedì 15 dicembre 2015

Natale... imprevedibile


In questo periodo rivivo con emozione l'esperienza più bella della mia vita che ha rivoluzionato e capovolto le mie priorità, i miei interessi, i miei valori. È molto intima, ma la esprimo volentieri pensando a chi  non ha ancora scelto con decisione e fermezza come vivere. Tutto può veramente cambiare, come è successo a me:

"24 dicembre di quasi una trentina di anni fa, poco dopo le 23.
Purtroppo (allora) più per tradizione che per fede entro in chiesa in anticipo per la messa di mezzanotte, per aver assicurato un posto a sedere, data la stanchezza accumulata durante la giornata frenetica e lo stress che mi ritrovo addosso.
Prendo posto negli ultimi banchi  e vicino, sulla destra, noto alcune persone in attesa di confessarsi e mi interrogo...

Deduco che non è cosa per me, anche perché il confessore è amico di famiglia. Mentalmente cerco di ricordare da quanto tempo non mi confesso e a poco a poco si insinua nella mente l'idea che sarebbe una cosa buona, ma no, con l'amico, proprio no. Provengo da una famiglia praticante ed il mio rapporto con la fede è stato altalenante. Ha avuto sbalzi in avanti frequentando settimanalmente la Chiesa e frequenti retrocessioni, quando perdevo una messa e stentavo a riprendere il cammino, pur avendo sensi di colpa.
Continuo con i miei pensieri e la "tentazione" di avvicinarmi al confessionale si fa sempre più forte, ma sono perplessa. Improvvisamente sento una frase cui ho ripensato un'infinità di volte, ma ancora non ho capito se me la sono detta o se l'ho sentita:"Vergognati, hai sprecato tanto tempo e denaro per cose di poco conto, mentre la cosa importante  e giusta è quella!" riferita al confessionale.
Lotto ancora un po' con me stessa e poi mi arrendo ed esco dalla fila di sedie quasi trascinando i piedi. La persona che mi precede si dilunga nella confessione ed io sono continuamente tentata di tornare indietro. Trovandomi faccia a faccia con il confessore, aperto, dolce, attento, i miei timori si sono volatizzati e con un semplice suggerimento sono uscita, libera, felice e sicura di voler veramente intraprendere un cammino di fede. L' unico impegno preso è stato quello di non perdere più una messa domenicale. Quel Natale è stato il più bello della mia vita. Il Signore mi ha accolta ed amata com'ero, rivoluzionando i miei obiettivi e il mio modo di vivere e solo dopo, rinnovata nella mente e nel cuore, con il mio consenso, lentamente mi ha accompagnata, indirizzata e guidata, e continua a farlo, nella strada che mi condurrà a Lui.
A volte mi chiedo se, alzandomi da quella sedia avessi saputo tutto quello che per amore avrei fatto per Lui, mi sarei avviata al confessionale,  o se invece mi sarei forse riseduta...

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